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Convegno di Studi sul Corso di Laurea Magistrale in "Pianificazione territoriale ambientale - Governo delle trasformazioni urbane della città europea interetnica cablata Roma, Campidoglio, Sala della Protomoteca, 7 luglio 2006
Nella Sala della Protomoteca del Campidoglio venerdì 7 luglio 2006 si è svolto il forum internazionale organizzato dalla Link Campus University of Malta in collaborazione con la Fondazione Aldo Della Rocca che ha visto confrontarsi, sui temi sopraccitati, esponenti di rilevanza internazionale, esponenti capitolini, della Regione e della Provincia, il Presidente Emerito della Repubblica di Malta, Guido De Marco, il Segretario Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, S. E. Mons. Giampaolo Crepaldi, Rettori delle Università, Rappresentanze diplomatiche delle Comunità internazionali e delle Amministrazioni Locali, oltre a molte personalità del mondo Accademico e delle Istituzioni.
Il Ministero degli Esteri e il Comune di Roma hanno accordato il patrocinio alla manifestazione.
Il prof. Vincenzo Scotti e il prof. Corrado Beguinot hanno presentato ufficialmente il primo Corso Nazionale di Laurea Magistrale nato dalla sinergia tra la Link Campus University of Malta e la Fondazione Aldo Della Rocca, che rispettivamente presiedono e dalla collaborazione accademica con la Facoltà di Architettura dell'Università di Palermo della quale è intervenuto il Preside della Facoltà, il prof. Giuliano Leone; nel pomeriggio si è svolta una tavola rotonda sulle relazioni tra culture diverse, la coesistenza e la difesa delle identità, con interventi di ospiti che hanno contribuito alla molteplicità di sguardi su queste attualissime problematiche.
I mutamenti sociali conseguenti ai grandi movimenti migratori dal sud verso il nord del mondo stanno cambiando le grandi città europee, all'interno delle quali si trovano a convivere cittadini di differenti etnie, culture e religioni.
Progettare quindi la nuova città interetnica e cablata richiede un serio lavoro di ricerca e di formazione e al tempo stesso impone scelte politiche fortemente innovative. Le crescenti tensioni esplose in alcune città europee indicano l'urgenza di affrontare le nuove sfide del cambiamento in atto nelle città.
Progettare quindi la nuova città interetnica e cablata richiede un serio lavoro di ricerca e di formazione e al tempo stesso impone scelte politiche fortemente innovative. Le crescenti tensioni esplose in alcune città europee indicano l'urgenza di affrontare le nuove sfide del cambiamento in atto nelle città.
Il tema della multietnia, che si vuole far evolvere in interetnia, si proietta su spazi, funzioni e attività delle città del vecchio continente, l'Europa, territorio dell'accoglienza e ci spinge, ancora una volta, a riflettere sui temi generali come la globalizzazione, sui fenomeni economico-finanziari e socio-culturali nonché su quelli propriamente urbanistico-territoriali.
In questo scenario si colloca la migrazione dei Paesi poveri, di gente che, con le proprie storie e le proprie culture, vengono catapultati nelle città europee, dove trovano genti le cui storie e culture, ancorché variegate, sono molto diverse e non sempre benevolmente disposte all'accoglimento. La società urbana quindi si trasforma, si modificano le risorse umane e i modelli di produzione di beni e servizi, si genera una città diversa e imprevedibile sulla base delle conoscenze e competenze attuali. Il governo delle trasformazioni riguarda la complessità che, partendo dalla preesistenza fisica e passando per l'infotelematizzazione delle funzioni, dei servizi e delle attività, si esalta nella convivenza di genti e culture diverse per provenienza, storia, religione, tradizioni, bisogni.
Si delinea la necessità di un nuovo modello di crescita, in Italia e in Europa, nello scenario postindustriale e multietnico, specifico ma espressione di dinamiche globali, in alternativa alla deindustrializzazione diffusa nella nostra realtà territoriale, riscoprendo le potenzialità dell'uso corretto dell'innovazione tecnologica per la gestione di città-territori complessi. La città cablata è un modello di sviluppo sostenibile, che utilizza le potenzialità della tecnologia, sfrutta in modo ottimale le risorse fisiche, funzionali e umane, crea ricchezza, migliora la qualità della vita di tutti e consente di affrontare il grande e complesso tema delle multietnia. La vivibilità, la vitalità e lo sviluppo del sistema territorio dipendono dalla capacità di riorganizzazione culturale, sociale e funzionale prima che fisica della città. Il modello proposto può consentire di ridisegnare il territorio superando la logica additiva, la dispersione delle risorse, l'ingiustizia ed il razzismo.
Come è avvenuto spesso nella storia per le grandi rivoluzioni, il portato rivoluzionario dell'infotelematizzazione è andato in gran parte disperso per la mancanza di una strategia condivisa dai governi del mondo che ha lasciato i popoli della terra, soprattutto quelli più diseredati, a subire le esternalità negative del progresso scientifico finalizzato al mero profitto economico di pochi: il ritardo di sviluppo, la perdita di competitività, i cambiamenti climatici. Per i Paesi poveri, l'innovazione tecnologica invece di apportare quei benefici enormi che avrebbe potuto, è stata un vero e proprio tsounami. A ciò occorre porre rimedio. Il tema della formazione si pone, allora in tutta la sua rilevanza perché non esistono, in Italia - e probabilmente nemmeno in altri Paesi europei - percorsi di studio, a livello universitario, per figure professionali capaci di interpretare e gestire i nuovi scenari europei urbani e territoriali, capaci di valorizzare l'enorme risorsa costituita dalle nuove comunità multietniche, capaci di applicare nuovi modelli di governo delle trasformazioni fisiche e funzionali qual è la città cablata, capaci di usare correttamente il prodotto del progresso scientifico e quindi dell'innovazione tecnologica per affrontare cioè il tema della complessità. Con la rete scientifica che si è andata aggregando intorno ai temi della multietnia è stato poi possibile realizzare da parte della Fondazione Aldo Della Rocca, presso la Link Campus University of Malta, i primi corsi di Alta Formazione per la costruzione di una nuova figura professionale, il Manager per il governo delle trasformazioni urbane. Si è andata quindi sviluppando una comune attività di ricerca e di formazione sulla base di "un comune sentire" la città europea, interetnica e cablata. Ciò ha prodotto l'iniziativa di studiare un nuovo corso di laurea magistrale, che, allo stato, non esiste nelle nostre istituzioni universitarie, ma che è necessario per la formazione di una figura professionale in grado di dare risposta ai variegati e complessi problemi delle città europee, sempre più multirazziali e multiculturali.
Il Corso di Laurea Magistrale, condiviso dalla Facoltà di Architettura dell'Università di Palermo, con la sinergia delle strutture scientifiche e del sapere coinvolte, dovrà:
avere un ruolo chiave nella elaborazione culturale del tema della multietnia e nella formazione di nuove generazioni;
contribuire alla formazione di un movimento di opinione utilizzando il patrimonio di conoscenza accumulato;
entrare nello pacifico del ridisegno della città attraverso la riorganizzazione, nelle periferie e nelle aree dismesse, degli spazi e delle funzioni urbane che l'innovazione tecnologica consente di attuare correttamente, nel rispetto degli equilibri ambientali e delle diversità culturali;
stimolare, sostenere e contribuire alla sperimentazione progettuale in alcune città europee;
assumere la funzione di centro di sviluppo e di promozione di attività mirate alla creazione di una "industria delle idee", una fucina di creatività per la realizzazione della città europea interetnica e cablata. |
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