Ricerca, formazione e sperimentazione da "Megaride 94" alla città europea, cablata e interetnica
l'esperienza continua ...
La Fondazione Della Rocca, che per oltre quindici anni ha sviluppato il tema innovativo della "città cablata", ha completato il proprio percorso culturale e scientifico con i temi della città multietnica, sollecitando e raccogliendo una notevole mole di riflessioni di studiosi provenienti da Paesi di emigrazione e da Paesi di accoglienza. Il rilevante patrimonio di conoscenze, poste a confronto in un nutrito numero di incontri collegiali e di occasioni informali, ha consentito alla comunità di studiosi che si è andata aggregando intorno a questi interessi, di elaborare comuni basi di riferimento su cui sviluppare metodologie di approccio ai problemi posti dalla convivenza interetnica in ambito urbano, con particolare attenzione al contributo dell'innovazione tecnologica.
La Fondazione ha promosso e coordina una rete scientifica costituita da esponenti della cultura provenienti da Università e Istituti di ricerca europei e del bacino del Mediterraneo, con lo scopo di produrre e diffondere conoscenza sul tema della città multietnica e dell'innovazione tecnologica, contribuendo alla formazione ed alla sperimentazione degli scenari urbanistici in prospettiva interetnica.
Il percorso è iniziato indicendo il XX Concorso sulla città come sistema complesso in crisi strutturale (1992), il XXI Concorso sulle infrastrutture fisiche e telematiche per la città del XXI Secolo (1994), il XXII Concorso sulla Conferenza Mondiale Habitat II (1996) e, nel 2001, il XXIII Concorso internazionale sullo Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo; contribuendo alle molteplici iniziative del gruppo Innovazione Tecnologica e Trasformazioni Territoriali; organizzando, nel 2002 a Roma in Palazzo Baldassini e nel 2003 a Caserta nel Belvedere di San Leucio, convegni-dibattito sulla Città Europea Multietnica; pubblicando, nel 2003, nel 2004, nel 2005 e nel 2006, quattro volumi e due DVD rom su "Città di genti e culture"; promuovendo, nel 2005, i primi Corsi di Alta Formazione dei "Manager della città cablata e interetnica" che hanno dato luogo ad una nuova pubblicazione sui risultati.
Il cammino scientifico e di formazione della Fondazione Aldo Della Rocca si è incrociato con quello della Link Campus University of Malta che, sulla base di un "comune sentire", ha offerto la propria disponibilità per sviluppare insieme ricerca e didattica per la città interetnica europea e mediterranea.
Il punto di partenza di tale collaborazione è la consapevolezza che la convivenza civile e colta di etnie diverse deve essere perseguita all'interno di strategie di sviluppo basate sull'uso corretto dell'innovazione tecnologica, capaci di affrontare con efficacia i problemi della crescita solidale e multiculturale. Da ciò si sono sviluppate delle iniziative in fase di definizione quali un corso di laurea, un centro di ricerca e un master of arts.
Lo scenario della globalizzazione è caratterizzato da una progressiva deindustrializzazione dei paesi economicamente e tecnologicamente più avvantaggiati a favore delle economie emergenti. Il mondo occidentale si configura sempre più come società urbana, erogatrice di servizi e teatro di scambi, con effetti negativi nel settore produttivo e occupazionale, così come sugli aspetti urbanistici.
In un contesto europeo in difficoltà, la condizione italiana si presenta particolarmente allarmante, anche se il nostro Paese vanta una tradizione passata positiva, quale l'industrializzazione diffusa che, nel dopoguerra, ha dato un'eccezionale accelerazione allo sviluppo economico e sociale.
Alla luce di tali suggestioni, i flussi migratori verso l'Europa costituiscono, nel contempo, un fattore di complessificazione del territorio e una risorsa sulla quale la disciplina urbanistica può basare un nuovo modello di sviluppo.
Tale modello, nello scenario postindustriale e multietnico, proiezione delle dinamiche globali, si coniuga con la riorganizzazione di spazi e funzioni urbane che l'innovazione tecnologica consente di attuare, nel rispetto degli equilibri ambientali e delle diversità etnoculturali. Alla dismissione dell'industria tradizionale si può rispondere con la creazione di una "industria delle idee", una fucina di creatività per la realizzazione della città cablata e interetnica.